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Diritto all'Oblio dopo una Condanna Penale: Quando è Possibile Ottenere la Deindicizzazione

Immagine del redattore: Avv. Caviglione
Avv. Caviglione
22 lug
Tempo di lettura: 3 min

Il diritto all'oblio consente, al ricorrere di determinate condizioni, di ottenere la deindicizzazione dai motori di ricerca delle notizie relative a una vicenda giudiziaria risalente nel tempo. La prevalenza di tale diritto rispetto al diritto di cronaca dipende dalla gravità del reato e dal tempo trascorso dai fatti. La valutazione, caso per caso, spetta al Garante per la Protezione dei Dati Personali.



Indice dei Contenuti




Il Caso Pratico


Un soggetto, condannato in sede penale alcuni anni prima, richiede la rimozione dai risultati di un motore di ricerca delle notizie relative alla propria vicenda giudiziaria. Digitando nome e cognome, infatti, compare tra i primi risultati un articolo, pubblicato da un quotidiano nazionale, riguardante il procedimento ormai concluso.

La vicenda impone di individuare il punto di equilibrio tra due interessi contrapposti: da un lato il diritto all'oblio del soggetto interessato, dall'altro il diritto di cronaca e di informazione del pubblico. Il caso descritto si è concluso con l'accoglimento, da parte del Garante per la Protezione dei Dati Personali, del ricorso presentato, con conseguente riconoscimento del diritto alla deindicizzazione.



Il Quadro Normativo


L'art. 5, lett. e), del Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati (Regolamento UE 2016/679, "GDPR") stabilisce che i dati personali siano conservati per un periodo non superiore a quello necessario al raggiungimento delle finalità per cui sono stati raccolti e trattati.

Nel caso della pubblicazione di notizie giudiziarie, tali finalità sono legate all'esercizio del diritto di cronaca e all'informazione del pubblico: esaurita la funzione informativa, viene meno anche la giustificazione della permanente reperibilità della notizia.

Il Considerando 4 del medesimo Regolamento precisa che il diritto alla protezione dei dati personali non è una prerogativa assoluta, ma deve essere considerato alla luce della sua funzione sociale e bilanciato con gli altri diritti fondamentali, tra cui il diritto di cronaca e la libertà di informazione (artt. 11 e 21 della Costituzione).

In applicazione di tale principio di bilanciamento, i provvedimenti dell'Autorità Garante hanno costantemente escluso la prevalenza del diritto all'oblio rispetto al diritto di cronaca con riferimento ai reati considerati più gravi (ad esempio i reati contro la persona o quelli di criminalità organizzata), per i quali l'interesse pubblico alla conoscenza della vicenda permane nel tempo.

Per i reati di minore gravità, decorso un lasso di tempo sufficiente, si ritiene invece che la funzione sociale del diritto di cronaca sia stata adeguatamente assolta: la notizia ha già raggiunto il pubblico e informato la collettività, sicché la sua permanente indicizzazione non risponde più ad alcuna finalità legittima e diventa fonte di un pregiudizio ingiustificato per l'interessato.



La Procedura


L'esercizio del diritto all'oblio segue, in linea generale, i seguenti passaggi:


  1. Richiesta di deindicizzazione al motore di ricerca. L'interessato presenta un'istanza al gestore del motore di ricerca (ad esempio tramite l'apposito modulo predisposto da Google), indicando gli URL da rimuovere dai risultati associati al proprio nome e i motivi della richiesta.


  2. Valutazione del gestore. Il motore di ricerca esamina la richiesta bilanciando l'interesse dell'interessato con l'interesse pubblico alla conoscenza dell'informazione, tenendo conto della natura del reato, del tempo trascorso e del ruolo pubblico eventualmente rivestito dal soggetto.


  3. Ricorso al Garante per la Protezione dei Dati Personali. In caso di rigetto, anche parziale, o di mancata risposta entro i termini previsti, l'interessato può presentare reclamo al Garante, illustrando gli elementi a sostegno della prevalenza del proprio diritto.


  4. Provvedimento del Garante. L'Autorità valuta la fondatezza del reclamo e, se lo accoglie, ordina al motore di ricerca la deindicizzazione degli URL indicati.



Tabella Riassuntiva

Tipologia di reato

Esito generalmente prevalente

Azione consigliata

Reati gravi (contro la persona, criminalità organizzata)

Prevale il diritto di cronaca

Valutazione restrittiva; necessari elementi ulteriori (es. mutamento radicale della condizione personale)

Reati di minore gravità, con congruo tempo trascorso

Può prevalere il diritto all'oblio

Istanza di deindicizzazione al motore di ricerca ed eventuale ricorso al Garante

Vicende con residuo interesse pubblico attuale (es. soggetti con ruoli pubblici)

Prevale il diritto di cronaca

Attesa dell'ulteriore decorso del tempo e rivalutazione periodica



Le Conseguenze Pratiche


L'accoglimento dell'istanza comporta la deindicizzazione della notizia, non la sua cancellazione dalla fonte originaria: l'articolo resta pubblicato sul sito del quotidiano, ma non compare più tra i risultati associati alla ricerca del nome e cognome dell'interessato. L'effetto pratico è comunque rilevante, poiché elimina l'esposizione immediata della vicenda giudiziaria a chi effettui una ricerca nominativa (datori di lavoro, controparti commerciali, clienti), con evidenti ricadute sulla reputazione personale e professionale del soggetto.

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